08/04/2006

Archeologia

E allora, poveruomo,
nel mio campo c'è stato un progresso.
Sono trascorsi millenni
Da quando mi chiamasti archeologia.
 



 Non mi servono più
Dei di pietra
E rovine con iscrizioni chiare.
 

Mostrami il tuo non importa che,
e ti dirò chi eri.
Di qualcosa il fondo
E per qualcosa il coperchio.
Un frammento di motore. Il colo di un cinescopio.
Un pezzetto di cavo. Dita sparse.
Può bastare anche meno, ancora meno.
 


Con un metodo
Che non potevi conoscere allora,
so destare la memoria
in innumerevoli elementi.
Le tracce di sangue restano per sempre.
La menzogna riluce.
Si schiudono i codici segreti.
Si palesano dubbi e intenzioni.
 


Se solo lo vorrò
( perché non puoi avere la certezza
ch'io lo voglia davvero),
guarderò in gola al tuo silenzio,
leggerò nella tua occhiaia
quali erano i tuoi panorami,
ti ricorderò in ogni dettaglio
che cosa ti aspettavi dalla vita oltre la morte.
 
Mostrami il tuo nulla
Rimasto dopo di te,
e ne farò un bosco e un' autostrada,
un aeroporto, bassezza, tenerezza
e la casa perduta.
Mostrami la tua poesiola
E ti dirò perché
Non fu scritta né prima mè dopo.
 

Ah, no, mi fraintendi.
Riprenditi quel ridicolo foglio
Scribacchiato.
A me serve soltanto
Il tuo strato di terra
E l'odore di bruciato
Evaporato dalla notte dei tempi.
 


( Wislawa Szymborska)
 


 


 


 

19:02 Scritto da: littlemery2 in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

06/04/2006

Fresca giovinezza

Trasportata dal suono della tua voce,
dalle lettere marcate da un forte accento mediterraneo.
Travolta dalla tua allegria, dal tuo entusiasmo, dalla tua gioia di vivere.
Nessuno riesce a dominare le redini della mia immaginazione.
Seguo in ogni momento il tuo invisibile volto,
i tuoi occhi svavillanti sempre celati da qualche maschera.
Trasportata dai tuoi sogni, dalle tue ragazzate, dal tuo sorriso.
Invidiosa sì di quella felicità fresca e incontaminata, bizzarra
che darebbe una ventata di imprevidibilità alle mie seriose giornate.
Semplicemente pazza della tua vita.
Io troppo insignificante per raggiungerti, troppo ancorata a rigide regole.
Troppo me stessa per uscire dagli schemi della mia società.
Vorrei bere all' acqua della tua giovinezza,
trasportarmi e raggiungerti guardarti ammirata mentre corteggi qualche bella dama.
Guardarti e basta, guardarti e ammirarti come una Primavera di Botticelli.
Basta sognare, ritorno alla mia quotidianità, fatta di libri e serietà.

Maria
   

09:26 Scritto da: littlemery2 in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (29) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

05/04/2006

Leggera, leggera....

 
Leggera, leggera, leggera.....
come una piuma, come un soffio, come un aquilone, come l' amore.
Leggera, leggera, leggera anzi no soffice, soffice come.....un cuscino
soffice come il letto.
Volare al di la delle nuvole, cavalcare una nuvoletta sbuffoncella
e girare, girare, girare e rigirarsi...
gocare a calcio con i tuoni e farsi una foto alla luce dei lampi.
Senza scarpe, senza legami, senza lacci essere libera, libera, libera
Non aver più paura della vita e guardarla dall' alto verso il basso.
" Ciao mondo, ciao uomini, ciao... sono diventata il più bel volatile che ci sia"
" Ciao uomini, ciao mondo non mi fermerete più ormai, non mi farete più soffrire perchè qui ho trovato la felicità e la libertà di essere semplicemente me stessa"

Maira

21:01 Scritto da: littlemery2 in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook